La Trattoria, nel quartiere di S. Lorenzo davanti alle Cappelle Medicee è al terreno di Palazzo Benci.
L'ambiente è quello tipico della Firenze legata alla tradizione e a tutto quello che fa storia: le pareti, completamente affrescate, fanno rivivere il fascino dell'architettura di tono brunelleschiano.
Le Cappelle Medicee furono erette come personale sepolcro della famiglia medicea proprio nella basilica di San Lorenzo, quella che i Medici consideravano come loro chiesa privata dinanzi al palazzo residenziale di via Larga (oggi via Cavour).
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Le
Cappelle Medicee furono erette come personale sepolcro della famiglia
medicea proprio nella basilica di San Lorenzo, quella che i Medici consideravano
come loro chiesa privata dinanzi al palazzo residenziale di via Larga
(oggi via Cavour).
Il cardinale Giulio de' Medici, futuro Clemente
VII, e Leone X, nel 1520, coinvolsero Michelangelo Buonarroti nel progetto
della Sacrestia Nuova: ossia di una cappella en pendant con la Sacrestia
Vecchia di Filippo Brunelleschi, in cui seppellire illustri membri della
famiglia. I lavori iniziarono nel marzo del 1520 e furono definitivamente
conclusi da Giorgio Vasari nel 1546, dopo che Michelangelo, nel 1534, aveva
lasciato Firenze alla volta di Roma. Il progetto prevedeva che nella cappella
fossero poste le tombe di Lorenzo il Magnifico, del fratello Giuliano de'
Medici, di Lorenzo duca d'Urbino (figlio di Piero, primogenito di Lorenzo)
e di Giuliano duca di Nemours (terzogenito del Magnifico): i due Magnifici
e i due Capitani.
Solo le tombe dei Capitani furono concluse.
Alla sinistra dell'altare si trova il sepolcro di Lorenzo Duca di Urbino,
il quale, nell'atto di riflettere, fu definito dal Vasari come il Pensieroso,
ed è pertanto individuato dalla critica come il simbolo della vita
contemplativa: sotto di lui si trovano, adagiate sulle volute del sepolcro,
le raffigurazioni del Crepuscolo, caratterizzato nel volto dal noto non
finito michelangiolesco, e l'Aurora, la cui potenza plastica è
rivelatrice dell'interesse nutrito dall'artista verso gli studi anatomici.
Di fronte, il sepolcro di Giuliano, simbolo
della vita attiva, con il bastone del comando in mano: e al di sotto il
Giorno, in un moto di ribellione, e la Notte, ispiratrice peraltro di famosissimi
versi di Michelangelo. Nell'architettura di tono brunelleschiano - per la
bicromia della pietra grigia e dell'intonaco bianco - il Tolnay leggerebbe
la suddivisione di tre sfere: quella dell'Ade, quella terrestre e infine
quella celeste culminante nella cupola - ispirata a quella del Pantheon.
Mentre i sepolcri alluderebbero al concetto dell'anima liberata dai vincoli
terreni e tesa alla contemplazione della vita divina incarnata dalla Vergine.
Questa statua - eseguita da Michelangelo nel 1521 e collocata sopra il sarcofago
dei due Magnifici - rappresenta infatti il fulcro spirituale della Cappella
ed è attorniata dalle statue dei due santi protettori della famiglia
Medici: alla destra Cosma, eseguito dal Montorsoli (1537), e alla sinistra
Damiano, opera di Raffaele da Montelupo (1531).